Introduzione al libro con fotografie inedite, che per ragione di spazio non abbiamo potuto inserire nel volume. Potrete stampare il tutto e conservarlo assieme alla pubblicazione.

Scontro decisivo in Tunisia - La Linea Mareth

La linea Mareth fu costruita tra il 1936 ed il 1940 dai francesi nel sud tunisino, quando percepirono come pericolosa la politica espansionista dell’Italia fascista. La linea, pomposamente soprannominata “la Maginot del Sud”, era dunque destinata ad impedire attacchi di sorpresa dalla Libia. Il suo compito principale era quello di chiudere l’accesso al centro della Tunisia tramite la fascia costiera, mentre un suo aggiramento passando per l’interno del paese, necessariamente molto più lento,  avrebbe permesso una difesa mobile impiegando le truppe disponibili. Proprio quello che non sarebbe stato possibile alle armate italo-tedesche nel 1943 a causa della scarsa disponibilità di truppe ed alla loro scarsa mobilità.
La linea difensiva si estendeva per 45 km dal mare ai contrafforti di Matmata , appoggiandosi all’oued Zig Zaou e si sviluppava su due linee: una linea di resistenza ed una linea d’arresto, arretrata di 1500 m.
Si basava su punti d’appoggio formati da casematte in cemento armato per mitragliatrici. I punti d’appoggio in pianura erano supportati da casematte, postazioni parzialmente protette od a cielo aperto, per pezzi d’artiglieria ed anticarro da 25, 47 o 75 mm.
L’opera difensiva veniva completata dall’ovvia cortina di filo spinato e dall’irripidimento delle rive dell’oued, che costituiva un fossato anticarro semi-naturale. L’oued poteva inoltre essere in parte alimentato artificialmente per alzare il livello dell’acqua.
Alla firma dell’armistizio con le potenze dell’Asse, nel 1940, le autorità francesi furono costrette ad iniziare lo smantellamento della linea, allora non ancora completata.
Così, quando agli inizi del 1943, l’armata italo tedesca cominciò a prendere in considerazione un tentativo di arrestare l’avanzata di Montgomery nel sud tunisino, si rese necessario un imponente lavoro per rinforzare le difese della “Maginot del Sud”.
Da gennaio  a febbraio, agli ordini del generale  De Stefanis vennero scavati 25 km di fossato anticarro, 7 km di rive dell’oued vennero inasprite tagliandole a picco, vennero posati 110 km di reticolato, 27.000 mine anticarro e 18.200 mine antiuomo.
Buona parte delle opere di difesa sono tuttora visibili: le casematte francesi e le postazioni per le artiglierie, i trinceramenti; in alcuni tratti si conserva ancora il fossato anticarro. Nelle zone peridesertiche, del passo Tebaga si ritrovano spesso i resti dei combattimenti: taniche, schegge di granata e bossoli ed altro.
Presso la cittadina di Mareth si trova il Museo Militare della Linea di Mareth, gestito dal Ministero della Difesa. Sorge sulla riva settentrionale dell’uadi Zigzaou e vi si trovano, alcuni pezzi di artiglieria, armi, uniformi, fotografie e modellini relativi alla battaglia. A pochi metri vi sono due casematte.

 

Una casamatta in posizione soprelevata nelle propaggini nordorientali dei monti Matmata.

Una casamatta nei pressi di Gabes

Questa casammatta conserva evidenti i segni dei combattimenti

Un’altra vista della stessa casamatta

Bunker gabes interno

Le trincee conservano ancora evidenti i piccoli vani, usati come ripari e depositi,  scavati nelle pareti

L’ingresso di una delle  casematte

Una delle casematte posizionate sulla ripida riva settentrionale dell’oued Zig Zaou

Le casematte conservate nei pressi del Museo Militare della Linea Mareth: i camminamenti d’ingresso sono stati ricostruiti per mantenerne l’accessibilità.

Uno delle casematte nei pressi del museo

L’interno di una delle casematte: sono conservati gli sportelli blindati di chiusura delle postazioni.

La fortificazione viene attualmente in parte impiegata come magazzino degli abitanti tuttavia all’interno si conserva ancora la tinteggiatura originali con indicazioni in francese sulla destinazione dei locali (iscrizioni in rosso, poco visibili a questo dettaglio)

Una delle porte blindate

Un deposito fortificato, inglobato in un piccolo abitato nei pressi delle prime colline ad ovest della pianura costiera.

Nei pressi delle casematte sono spesso in buona parte conservati  i trinceramenti che collegavano un punto d’appoggio all’altro.